Friday, July 28, 2006

..."

Vincenzo Lucio Mattaliano - Stazione Centrale


Entrato nel territorio che ha Eutropia per capitale, il viaggiatore vede non una città ma molte, di eguale grandezza e non dissimili tra loro, sparse per un vasto e ondulato altopiano. Eutropia è non una ma tutte queste città insieme;una sola è abitata, le altre vuote; e questo si fa a turno. Vi dirò ora come. Il giorno in cui gli abitanti di Eutropia si sentono assalire dalla stanchezza, e nessuno sopporta più il suo mestiere, i suoi parenti, la sua casa e la sua via, i debiti, la gente da salutare o che saluta, allora tutta la cittadinanza decide di spostarsi nella città vicina che è lì ad aspettarli, vuota e come nuova, dove ognuno prenderà un altro mestiere, un’altra moglie, vedrà un altro paesaggio aprendo la finestra, passerà le sere in altri passatempi amicizie maldicenze. Così la loro vita si rinnova di trasloco in trasloco, tra città che per l’esposizione o la pendenza o i corsi d’acqua o i venti si presentano ognuna con qualche differenza dalle altre. Essendo la loro società ordinata senza grandi differenze di ricchezza o di autorità, i passaggi da una funzione all’altra avvengono quasi senza scosse; la varietà è assicurata dalle molteplici incombenze, tali che nello spazio d’una vita raramente uno ritorna a un mestiere che è già stato il suo.
Così la città ripete la sua vita uguale spostandosi in su e in giù sulla sua scacchiera vuota. Gli abitanti tornano a recitare le stesse scene con attori cambiati; ridicono le stesse battute con accenti variamente combinati; spalancano bocche alternate in uguali sbadigli. Sola tra tutte le città dell’impero, Eutropia permane identica a se stessa. Mercurio, dio dei volubili, al quale la città è sacra, fece questo ambiguo miracolo. "
I. Calvino - Le città invisibili

Mi inquieta.

Friday, July 21, 2006

E.



Ieri ho sentito la delusione nella sua voce. ..... . Vengo la prossima settimana.

Wednesday, July 19, 2006

Colloquium

Ecco si, un po’ me l’ero immaginata cosi questa scena; che poi a farsi i film sulle cose non ci ho mai guadagnato molto a dire la verità e mi sono anche un po’ stufata. il momento si è avvicinato all’idea che avevo,in qualche gesto, in qualche parola…ma la sostanza delle mie percezioni si è discostata dalla mia aspettativa.
Una cosa che mi ha fatto impressione è la voce, la voce e la risata.
Just two years. Non è tanto a pensarci.
Pero no, non è il solito cliché del “ si, è tutto come prima”. No, cavolo, il tempo è passato, eccome.

Aspetto che ritorni pace. :) molto meglio.

Friday, July 14, 2006

Io leggo

Roberto Bernè- Senza titolo

"La porta per cui entro.
La finestra da cui guardo.
Il fuoco che tengo acceso.
Questa è la mia casa.
Chiunque la può cancellare"

Ivan Kulekov

..... a caso ho preso la cartolina con il disegno di una casetta stilizzata e queste parole sotto. Scelta azzeccata. L’ho tirata fuori dalla borsa per rileggerla non so quante volte questa sera, in automatico.

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Monday, July 03, 2006

Ricerca sensoriale

aσυν αισθησίσ significa percezione simultanea, sentire insieme. Deriva da queste due parole greche (συν che in composizione quasi sempre vuol dire completamente e nello stesso tempo e αισθησίσ che significa percezione con i sensi o con l’intelligenza, sentimento, osservazione.. in poche parole sensazione di testa e del resto delle nostre possibilità) ed esprime un concetto che trovo assolutamente affascinante. Quando lo sguardo sente un sapore, sfioro un odore, annuso un colore,assaporo con la mente.
È quel συν che fa la differenza però,per me, perché implica il mescolamento di queste emozioni “ nello stesso tempo e insieme”.
La tempistica con cui arriviamo a percepire le cose è strana, non mi è chiara completamente. A volte sono attimi, minuti, ore, giorni, mesi, anni..a volte corrisponde a qualcosa che abbiamo interiorizzato così tanto che è parte di noi e non ci facciamo più caso.
Ma “ lo stesso tempo” è un’altra cosa. Vuol dire che un tu indefinito stai sentendo una mia lacrima come fosse tua e io una tua risata come fosse mia.
Ma il mio modo di piangere non è come il tuo e tu non ridi come me. Eppure ci siamo lo stesso.
E “insieme”.Vuol dire quel tot di persone che in modo “diverso” da me stanno, cmq ,vivendo quella sensazione.
Ed è lì il bello. Condividere in modo diverso.

Ho sempre pensato che viaggiare è per la testa, pensare è per le gambe.

 
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